Nell’internet è da tempo in atto una guerra. Da una parte, alcune grandi aziende, sostenute dalle major cinematografiche e musicali, chiedono a gran voce una discriminazione dei contenuti che ogni giorno attraversano le autostrade informatiche. Dall’altra alcuni utenti e numerose web company si battono perché la rete rimanga libera e neutrale, così come è sempre stata.
Fino ad oggi, in effetti, qualsiasi contenuto immesso in rete la attraversa con la stessa velocità. Internet, insomma, è stupida: non distingue il contenuto del messaggio, ma si limita a trasportarlo. Le richieste sempre più pressanti di aziende come TNT e Verizon, appoggiate da alcuni membri del Senato americano, però, potrebbero cambiare le cose. In futuro Internet potrebbe acquisire un’intelligenza e decidere di far viaggiare alcuni messaggi in una sorta di corsia preferenziale, in modo che possano giungere prima a destinazione.
Le motivazioni di tali aziende sono chiare: se non si discrimina in qualche modo ciò che è interessante da ciò che non lo è, la limitata banda disponibile potrebbe rendere impossibile la diffusione di massa di alcune applicazioni, come ad esempio la TV su Internet. Non solo: la discriminazione dei contenuti potrebbe porre un freno al dilagante fenomeno dello scambio illegale di musica e filmati, assestando un duro colpo alla pirateria.
Ma molte delle aziende nate e cresciute con la rete, guidate da Google ed e-Bay, non ci stanno. E si fanno immediatamente portavoce degli utenti per la difesa della neutralità dell’internet. La loro tesi è che qualsiasi discriminazione dei contenuti distruggerebbe le stesse premesse di condivisione su cui è nato il web; lasciando a terzi la possibilità di decidere quali siano i contenuti privilegiati si andrebbe a ricostruire uno scenario simile a quello della TV e della radio, in cui pochi decidono cosa è bene per tutti.
La forza dell’internet, invece, sta proprio nella selezione dal basso delle informazioni, che emergono naturalmente attraverso il passaparola. Lo stesso Tim Berners-Lee, uno dei padri del web, avverte che la neutralità è una delle caratteristiche che hanno permesso la grande evoluzione tecnologica sperimentata in sedici anni di storia della rete.
In Italia, a causa del ritardo tecnologico e culturale in materia, si parla ancora poco di net-neutrality. Tuttavia esiste un gruppo di utenti e studiosi dell’Internet che ha redatto un documento contenente una serie di linee guida per un’efficace regolamentazione sia a livello tecnologico che a livello normativo. Dmin.it, questo il nome del gruppo, sta lavorando attivamente per proporre al governo italiano una relazione che illustri il punto di vista di chi conosce e vive quotidianamente la rete.
Link:
Dmin.it
Business Unusual Blog
Apogeonline – Priorità, rischi e scenari della Net neutrality
PI: Berners-Lee: la Rete è in pericolo